In fuoristrada… a 40 anni, non è tardi.

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Meglio tardi che mai… il fuoristrada è toccato anche a me che sono da sempre avverso alle moto sporche e infangate. Ma stavolta non ho potuto dire di no. L’invito di cimentarmi con le ruote artigliate è venuto da un campione degli anni novanta della velocità, Massimiliano Gervasio, ex del Team Italia nell’Europeo 125 e grande protagonista della scena romana delle due ruote. Oltre a Max, la complicità del “compagno di merende” di lunga data, Mario (nella foto alle mie spalle con la maglia stile Hazard), insomma non ho potuto dire di no.

Ecco fatto, tutto inizia in un caldo pomeriggio di giugno. Mario mi passa a prendere, in macchina ha già tutto quello che gli serve per vestirsi, più qualcosa che serve a me. Non vado in fuoristrada con una cosa a motore dai tempi del liceo. Allora andavamo a fare i salti con le motine 50cc nei prati vicino casa. Come Celentano nella canzone Via Gluck anche sui miei prati di allora ci sono case e strade ora, ma questa è un’altra storia.

Insomma, Mario mi preleva e mi porta in un posto mai visto prima, eppure è molto vicino alle “mie” zone. Si tratta dell’Agriturismo Poggio Nebbia. Un luogo decisamente bello, sulle colline tra Allumiere e la costa, nei pressi di Tarquinia, a pochi KM da Civitavecchia. Se avete la possibilità andateci.

Li ad aspettarci c’è il Gerva. Ci ha portato due moto per noi e una per lui. Due Freeride e una EXC. Ha portato la Freeride per me che sono pippa sconfinata, per non mettermi in difficoltà con l’altezza della moto, dato che sono diversamente alto. Poi nel suo furgone c’è anche tutta l’attrezzatura che mi mancava, dal casco ai pantaloni, dagli stivali agli occhiali.

Si tratta della dotazione standard della CRC Adventure, che adotta la formula “All Inclusive” per permettere anche chi non ha moto e attrezzatura di base, di farsi uno sporadico (o assiduo) giro in moto, senza avere costi fissi. Il prezzo delle escursioni varia a seconda delle esigenze e del tempo di affitto del materiale (giornata intera o mezza), le info dettagliate su questo punto si possono avere chiedendo un preventivo anche dal sito dell’associazione.

Gerva è ormai esperto nel guidare anche i rookies come me nel fuoristrada e preso dalla fiducia nei miei confronti, dopo una infarinatura di massima, mi porta subito su una strada bianca, dove prendo dimestichezza con la moto. In piedi sulle pedane, gambe strette ai fianchi della moto, dai non è così difficile. Tutto bene fin quando non iniziamo ad addentrarci nel bosco. I rovi sono alti e mi sfiorano, la strada è più sconnessa e io inizio a pensare a tante cose insieme, tutto per non spatasciarmi dentro una siepe.

Con Mario alle spalle e Gerva che fa la strada, ci addentriamo in un dedalo di sentieri dei quali ho perso il conto. Vuoi la tensione, vuoi la concentrazione per non finire per terra, insomma, non saprei tornare indietro all’Agriturismo se mi lasciassero li, quindi cerco di non perdermi.

L’arrivo al primo momento di riposo, sotto un albero di ulivo, è stato fantastico. Ma anche li la mia inesperienza ha giocato un brutto scherzo. Con temperature ambientali oltre i 30 gradi, ho ingerito in un solo sorso mezzo litro di acqua, dalla unica e sola bottiglietta che avevo. Glom, e addio acqua. Non ho dato peso alla cosa fin quando non ci siamo fermati un altra volta ed ero a secco. Avrei voluto avere vicino Bear Grills per chiedergli di trovare una fonte nei paraggi.

Sempre preso dalla fiducia nel prossimo, Gerva decide di portarci su sentieri che a stento avrei affrontato da solo. “Queste moto sono più forti di noi – mi ha detto – vanno dappertutto, il problema non sono loro ma noi”. Verissimo, infatti, la KTM Freeride mi ha portato sempre dove volevamo andare, senza problemi suoi, più che altro ci sono stati i miei. Ho fatto tutti gli errori classici del neofita: posizione sbagliata in discesa, spegnimenti in salita… ma la moto ha affrontato tutto in quinta e sesta per lo più.

Tornati all’Agriturismo le braccia e le gambe iniziavano a farsi sentire. Ma inspiegabilmente per uno stradista convinto, questa modalità di fare enduro o moto escursione (senza fretta e godendo del paesaggio) è piaciuta molto. Lo rifarei? Certo!

Per farvi capire meglio l’esperienza, eccovi un piccolo video, naturalmente autoprodotto. 🙂

 

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