Ascesa e discesa del Team Forward, ma la situazione è pesante in generale

La parabola ora è in discesa, ma quella del Team Forward è stata anche una storia con delle soddisfazioni. Il titolo Open nella MotoGP conquistato lo scorso anno grazie ad Aleix Espargarò, le vittorie di Simone Corsi e Alex De Angelis in Moto2, insomma, non è tutto da buttare, ma qualcosa ha girato male a tal punto da mettere sul lastrico la squadra e mettere in pericolo non solo la carriera di 4 piloti, ma anche di tutte le persone che vedete nella foto in alto.

2015 Forward Racing Team 04 Jerez GPAl centro nella foto con la camicia bianca c’è Giovanni Cuzari, che sappiamo essere in custodia cautelare in Svizzera per diversi reati compreso il riciclaggio e la sospetta evasione fiscale. Poi ci sono i piloti, Loris Baz, Stefan Bradl, Lorenzo Baldassarri e Simone Corsi. Infine, ci sono loro, tecnici, meccanici, autisti, logistici, addetti stampa, insomma gli ingranaggi di un motore più grande che fa girare realmente le ruote della giostra. E tutti loro senza colpe sono in grave rischio.

Perso lo sponsor degli ultimi anni, la NGM Mobile (che distribuisce telefonini dual sim), il Team Forward aveva iniziato la sua nuova avventura in MotoGP con il supporto di Athinà, azienda che da poco produce e vende occhiali di lusso. Athinà nasce dalla volontà di padre e figlio, Adriano e Filippo Cambria, della AF Invest, specializzata nella gestione di patrimoni immobiliari della Adria Costruzioni, della quale fa parte anche la Adria Lux, società tutte dei due precedentemente menzionati. Ebbene, subito dopo l’arrivo della giustizia svizzera a prelevare Cuzari, Athinà ha lasciato la Forward, mettendo una pietra sopra al contratto triennale pubblicizzato dallo stesso Cuzari durante la presentazione della squadra a Milano.

Forward Racing Team (20150727)Addio allo sponsor e addio alle corse (nella foto la lista attuale degli sponsor di Forward e manca Athinà). Ci siamo quasi. In un comunicato di lunedì, Marco Curioni, Direttore Generale di Forward, rimasto solo al comando della nave, afferma: “Sono stati giorni veramente difficili per Forward Racing e le sue sorti, solo nelle ultime ore si è intravista la concreta possibilità di riuscire a superare questa situazione. Mi auguro di avere al più presto Giovanni, che fino a prova del contrario è corretto ritenere innocente, libero e disponibile a trovare soluzioni che assicurino definitive certezze. In questo momento buio, diversi “partner” e “amici” hanno comprensibilmente preso le distanze dal team e voglio quindi pubblicamente ringraziare chi invece ci sta aiutando: Dorna e IRTA che ci hanno dato sin dall’inizio pieno supporto, tutti i membri della squadra che senza ancora assicurazioni su un futuro certo, hanno dato il loro incondizionato appoggio per la prosecuzione degli impegni e quegli sponsor e le nuove Società che si sono fatte avanti, nonostante le oggettive preoccupazioni, per darci fiducia e stanno interpretando il senso della sponsorizzazione nel significato più vero e alto, la ragione originaria, un aiuto economico per permettere allo sportivo di realizzare il proprio talento”.

2015 Forward Racing Team 04 Jerez GPI partner e gli amici citati da Marco Curioni (al centro nella foto) dovrebbero essere i Cambria di Athinà, dunque, ma come dare torto ai due imprenditori svizzero-siciliani (l’origine è di Patti, vicino Messina)?

Certo non deve fare piacere vedere il proprio nome o quello di una propria azienda legata a uno scandalo di questa portata, comprensibile, ma questo significa senza se e senza ma la fine della squadra che ha due opzioni davanti a se, o la gestione controllata verso un fallimento pilotato (cosa che forse sta già avvenendo se nel comunicato di Forward si legge: “Sono stati attivati nuovi processi di incasso e pagamento, ricostruita la gestione amministrativa e concordate con la Procura di Lugano le modalità operative immediate.”) o la chiusura definitiva.

Insomma cieli neri su una squadra che è stata capace di lavorare, (non senza forzare la mano) con FTR e Kalex in Moto2 e addirittura con Yamaha nella MotoGP. Nello specifico il rapporto con la casa dei tre diapason è stato rinsaldato quest’anno con una fornitura tecnica di primo livello con l’arrivo a inizio anno delle M1 ex Team Tech3 2014 ma equipaggiate dell’elettronica Open. Con una dotazione tecnica simile servono necessariamente fondi, e i circa 3 milioni di euro che si mormorano Athinà avrebbe dovuto spendere per sostenere Forward nei prossimi tre anni, erano più che necessari.

Senza questi soldi, e senza tanti interessi nei team di seconda fascia da parte degli sponsor in genere, a mettere mano al portafogli per far proseguire le attività di Forward potrebbero essere solo la Dorna e la IRTA. La seconda ha già dato il permesso di saltare il GP di Indianapolis per cause di forza maggiore, mentre la Dorna potrebbe pensare di cercare una exit strategy per salvare i due posti in MotoGP che andrebbero persi con l’uscita di scena di Forward.

In questo caso non crediate che non esistano interessati al fallimento Forward, ci sono eccome e a quanto pare non sono squadre della Moto2 né della MotoGP. L’unica classe che genera interesse nel mondiale oltre alla MotoGP è sicuramente la Moto3, dove le case sono impegnate in prima persona e i team spendono a volte molto di più che in Moto2. Ecco proprio da quella categoria arriverebbero gli interessi più concreti a rilevare se non il Team Forward in blocco, almeno i suoi posti. Per ora sono dei si dice, anche se decisamente attendibili, quindi non svelerò quali sono i team che puntano alla classe regina, ma se date un’occhiata alla entry list della classe cadetta vi fate da soli un’idea.

Foto: Speedweek.de
Foto: Speedweek.de

Il boccino, dunque è nelle mani di Carmelo Ezpeleta (tra Cuzari e i dirigenti Yamaha Nakajima e Jarvis nella foto) che dovrà decidere il da farsi su una situazione così delicata, al punto da non essere adeguatamente trattata sul sito ufficiale della MotoGP. Certo è che il patron del mondiale dovrà stare bene attento alle sue decisioni. Lo stesso Ezpeleta aveva detto che gli attuali posti in MotoGP sono bloccati (anche in virtù della nuova politica di finanziamento alle squadre che partirà nel 2017). Il che significa che in caso di uscita di scena di una squadra questa non potrà essere rimpiazzata a meno che non venga venduta e comunque il limite per consentire nuovi ingressi è stato fissato solo se le moto schierate scendano a 19. Nel caso del Team Forward la decisione della vendita della squadra e dei suoi asset dipende a questo punto solo dalle autorità elvetiche che stanno gestendo la situazione.

Una patata bollente che difficilmente qualcuno avrà voglia di prendere in mano dalle parti della Dorna, poiché un intervento di salvataggio potrebbe essere un pericoloso precedente che anche altre squadre potrebbero utilizzare in futuro. Cosa succederà è tutto da vedere, la partita, quella sportiva è nelle mani di Carmelo Ezpeleta, mentre quella giudiziaria è in quelle del procuratore elvetico John Noseda. 

Foto: GPOne.com
Foto: GPOne.com

A parte l’affaire Forward, tutta la MotoGP è con il fiato sospeso. Ci sono altri “bubboni” che stanno per scoppiare. Il primo è quello relativo al Team LCR che ha da risolvere il problema dei guai lasciati da CWM. Il munifico sponsor che ha voluto Cal Crutchlow sulla Honda ufficiale e che ha avallato il progetto sempre di Honda riguardo Miller in MotoGP dalla Moto3, sparirà – secondo quanto dichiarato dallo stesso Lucio Cecchinello a diversi media – successivamente il GP della Repubblica Ceca. Il magnate Costantinou è in carcere accusato di frode e ultimamente anche di abusi sessuali, vedremo come andrà a finire. Mancheranno i fondi alla LCR, sì, soprattutto per l’anno prossimo, quando Cecchinello dovrà tornare a una sola moto, quella di Miller (pagata dalla Honda) mentre la RC213V sarà dirottata altrove (se qualcuno se la potrà permettere).

Cal Crutchlow è stato visto peregrinare in diversi box, da quello di Pramac a quello di Tech3 fino anche all’Aprilia dove l’inglese è andato ad Assen. Chiaro è che che tra quelli “buggerati” dallo sponsor c’è anche il funambolico inglese che doveva essere pagato appunto da CWM.

Foto: Marca
Foto: Marca

Non dorme sereno la notte nemmeno Jorge “Aspar” Martinez. L’ex iridato non sta pensando a quale moto prendere nel 2017, troppo facile. Aspar ha la procura di Valencia alle calcagna per diversi capi di imputazione, anche penali, che riguardano l’organizzazione del GP di F1 nella sua città. Nel momento in cui i giudici dovessero condannare Aspar (che per carità è innocente fino a prova contraria), in grave rischio sarebbe tutto il team che porta il suo nome, dalla Moto3 alla MotoGP.

Insomma c’è poco da stare allegri nel paddock della MotoGP anche perché gli strascichi delle inchieste Forward, Aspar e CWM (in Inghilterra) potrebbero minare, colpendo a morte i team privati, anche il campionato come lo conosciamo ora. A rischio nell’immediato ci sono alcuni Team, il che significa però persone, piloti, meccanici, cuochi. Quindi è difficile parlare alla leggera di certe cose. Poi il campionato, lo spettacolo, le dirette TV… Insomma, la campanella è suonata, forte stavolta.

Servono a poco i proclami fatti proprio in questa stagione dalla Dorna per gli anni che verranno. Serve una medicina diversa. Servono forse regolamenti, non scritti o concordati dalle case e dai loro ingegneri che portano solo a inutili spese tecniche.

Di certo non serve un format televisivo come quello portato in giro in questi anni, con 4 piloti (quando va bene) che si litigano la vittoria delle gare e gli altri lì, a far numero, relegati a secondi (o minuti) di distacco.

Serve lo sport, quello vero e non inquinato da interessi bassi e squallidi. Il motociclismo non è il calcio, ma ultimamente gli somiglia parecchio.

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