Vintage Tour, Ho perso il conto dei passi!!

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!Sottotitolo: Quinta parte.

Ragazzi che giornata. Solo 300 km o giù di li ma tutti fatti in montagna con il rettilineeo più lungo che sarà stato 700 metri. Tutti a più di 2 mila metri, con il risultato che ora la vecchia ma testarda VFR ha la lingua di fuori. Chi viaggia a carburatori lo sa, quando si sale in quota l’ossigeno che arriva è sbagliato e la moto va interpretata e non semplicemente guidata.

image1Siamo partiti io e Fabrizio dall’Austria a Solden e abbiamo finito in Svizzera, passando per l’Italia. Non ci siamo fatti mancare nulla, ma qualcosa alla fine m’è sfuggito, sicuramente un passo alpino che non riesco più a ricordare.

Di sicuro da Solden ci siamo diretti a nord verso Oetz, per dirigerci verso la valle del Pitztal, chiusa in fondo ma bellissima.

Scesi da lissù, eravamo a oltre 2500 metri siamo andati verso ovest, quindi verso il confine svizzero. Naturalmente ho avuto il mio momento di impazienza, pagato subito e in contanti. Reo di aver fatto un passaggio su una macchina dietro la quale ero ligio da qualche km, una macchina della Polizei austriaca, gentilmente si è accodata alla mia vecchia Honda per intimarmi l’alt. Sempre da bravo, ho accostato e il solerte agente mi ha sfilato – giustamente – 35 euro dalla carta di credito, ma facendomi anche lo sconto, insomma non è andata così male (mannaggiaquellaladrafarabutta).

IMG_0343Dopo la mia bella performance ci siamo avventurati in Svizzera, ma in una sorta di paradiso terrestre. Siamo finiti a Samnaum, paese di una valle remota, che è porto franco, quindi niente tasse. Risultato costa (o dovrebbe costare) tutto pochissimo. La VFR si è fatta un pieno di VPower 100 ottani a 0,920 euro/litro e ha goduto. Di certo non è tutto oro quello che luccica. Abbagliati dalla convenienza del posto abbiamo cercato una camera per la sera, ma i prezzi erano molto superiori alle aspettative.

Quindi, girate le moto siamo andati verso sud, più precisamente verso il passo Resia, che diciamolo qui che nessuno ci sente, bello per i paesaggi, ma niente di che per la strada. Dal Resia, non soddisfatti, nel senso di guida, siamo tornati in Svizzera dove abbiamo trovato due passi molto belli.

image3Il primo caratterizzato dal fondo stradale pe rfe tto è l’Ofen Pass, che zitto zitto, cullandoti in curve fatte a modo, ti porta a 2149 metri, mentre il secondo, l’Albula Pass, è più scorbutico ma non meno bello.

Sull’Albula due incontri degni di nota. Il primo con una mucca locale che era in mezzo alla strada. Al mio arrivo si gira e mi guarda chiedendosi: A) chi è sto coso, B) non vorrà mica passare, C) che casino, non puoi spegnere st’ordigno rosso? La situazione si è sbloccata con lo slang. Al mio “Che dovemo da fa?”, la mucca svizzera ha mollato il presidio e fatto passare il terrone motorizzato (io).

image4Il secondo incontro con un “interceptor” locale. Mentre salivo tirando un po’ il collo alla moto per la carburazione non adatta alla quota, mi ha passato uno svizzero in sella alla sua GS ultimo modello. E’ andato via che mi ha fatto rimanere male. Colpito nell’orgoglio ho provato a riprenderlo per poi testimoniare a me stesso che no, la VFR è figa, ma ha pur sempre 30 anni in meno di sviluppo e 30 anni in più di km, quindi ciao amico…

La notte la passeremo a Tiefencastel, ai piedi dell’Albula pass, in un hotel bello e carissimo (tacciloro) posizionato accanto a un bel fiume alpino nel pieno della sua attività, il che significa gran casino. Ma biologico!

 

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