Che bella gioventù, ops sto invecchiando

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Mi sta capitando sempre più spesso di essere coinvolto nella formazione. Mi fa piacere, forse è una cosa per la quale sono portato, non lo so, lo faccio da poco tempo, ma mi interessa e mi stimola molto. Sarà che come dice da un po’ il collega e amico Marco Masetti, ora faccio perte dei “non più giovani” avendo scavallato i 40…

Mi capita quindi di avere a che fare con i giovani, quelli di adesso, che sono stupendi. Intelligenti, curiosi, proattivi ed estremamente attenti. Bellissimo.

Nel primo corso della Comunicazione del Motorsport di Experis Motorsport del quale ho fatto parte da di qua della cattedra, ho conosciuto ragazze e ragazzi che hanno quella scintilla che avevo io e che forse ho un po’ perso. Una passione smisurata per i motori, per l’ambiente per la tecnologia. Sono avanti questi giovani. Hanno studiato molto e i più bravi hanno capito che “economia e commercio” o “lettere”, persino “sociologia”, possono essere messi al servizio della passione.

La passione, lo scrivevo qualche anno fa, è un motore incosciente, che porta lontano e che può fare danni, soprattutto se non hai idea di dove ti stia portando. E ho visto nei ragazzi che ho frequentato nel corso di Experis e in Cristiano (nella foto che fa da ombrellino a Savadori), che è in Iodaracing per uno stage, una consapevolezza che – fare i paragoni mi viene bene – io non avevo all’età loro. 

Se questi devono essere i nuovi addetti ai lavori: magari. Mi trovo nella condizione di insegnare loro le basi, i trucchi e di essere duro a volte perché anche se sei animato dalla passione al lavoro devi dare del lei. Ti devi confrontare con quello che non ti piace, fartelo piacere e girarlo dalla parte tua, devi ingoiare bocconi amari, prenderne e darne, ma, è chiaro ti devi allenare.

Quando ho iniziato io – che poi non è tanto tempo fa – le ossa nello specifico te le facevi sul campo, oggi si può imparare. Ci sono i sistemi, ci sono le persone come me che sono disposte a condividere e a rispondere alle domande di un mondo che non è per tutti. Insomma si può avere una visione dell’ambiente e delle realtà che le animano.

Quello che di più ci vorrebbe è che questo spirito di condivisione arrivasse anche dentro ai paddock, che per quanto sono abituati a stare chiusi, ah si, avrebbero bisogno di aria nuova e giovane. Il Team Iodaracing si è messo in gioco accettando Cristiano a bordo, in stage per il suo master in comunicazione, ed è una bella esperienza per me che sono in qualche modo il suo tutor che per la squadra.

So che anche alcuni dei “miei” ragazzi del corso Experis si stanno dando da fare, mi piace l’idea che qualcuno si stia facendo le ossa, mi diverte l’idea di trovarmeli vicino un giorno in sala stampa. Anzi lo spero, perché se lo meritano, anche se so e lo so chiaramente che per avere successo dovranno andare via dall’Italia. Le possibilità ora sono internazionali, i ragazzi parlano per lo meno due/tre lingue a testa, e il mondo è pieno di gare e di paddock, bisogna solo mettersi in gioco. 

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