Alfa Romeo in F1, speriamo non finisca come Gilera…

Bella iniziativa quella di far tornare in pista, in Formula 1, l’Alfa Romeo. Un ritorno storico, atteso, agognato. Ma attenzione, che non tutto riluce sulla bella carena della Sauber marchiata col biscione.

Il comunicato della scuderia svizzera, la Sauber, che porterà di nuovo in pista il marchio lombardo dell’automobile, parla espressamente di Alfa Romeo come “partnerhip main sponsor”, il che significa tutto e certamente il contrario del fatto che sotto al carbonio della monoposto elvetica ci sia un motore fatto e sviluppato da Alfa.

E’ vero, lo sappiamo tutti, Alfa Romeo fa ormai parte da anni della galassia FCA, nella quale convergono anche Ferrari (che fornirà a Sauber il powertrain della nuova monoposto) e Maserati. L’operazione ritorno, quindi, è solo una operazione di marketing, già vista nel mondo delle moto e soprattutto nelle corse, con l’acquisizione di Aprilia dal Gruppo Piaggio. Allora arrivarono le Aprilia RSA nella 125 che erano strettamente derivate dalle Derbi (già di Piaggio) e poi il capolavoro della Gilera 250. In effetti quella moto, con la quale Marco Simoncelli vinse il mondiale nel 2008 (anno del centenario della casa), altri non era che una Aprilia 250 rimarcata con il doppio anello Gilera. 

Una operazione di marketing e di nostalgia che però non portò a nulla in termini di prodotto. Gilera dopo il mondiale vinto da Simoncelli ha definitivamente accantonato i progetti di una moto “vera” (una maxi per intenderci) con il suo marchio, limitandosi negli anni alla produzione solo di scooter e di moto di piccola cilindrata, mentre l’impresa del Sic richiedeva come compenso per gli appassionati l’arrivo sul mercato di un vero oggetto di passione. Non accadde ed è ancora oggi un peccato. 

Ecco, torniamo ad Alfa Romeo nella Formula 1. Non vorrei che questa spettacolare mossa di immagine rimanga fine a se stessa. Quello che pare, in realtà, è che l’arrivo di Alfa nel circus possa giustificare l’AD di FCA, Sergio Marchionne a minacciare l’uscita della Ferrari dal mondiale delle monoposto, pur mantenendo in effetti i piedi ben saldi nel carrozzone con un altro marchio.

Capire oggi, a pochi giorni dalla presentazione ufficiale della Sauber Alfa Romeo cosa possa accadere al marchio lombardo è difficile, ma quando si cerca al massimo visibilità nel motorsport in questo modo, i casi sono due: o si sta cercando di vendere un asset (Alfa Romeo) o si sta cercando di avere più peso politico nel campionato. 

Vedremo. Comunque vada, speriamo non si finisca come Gilera, bel marchio pieno di storia, relegato alla produzione, prima di scooter,  oggi di moto di piccola cilindrata decisamente poco interessanti per gli appassionati.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Ciao, alfa romeo, a differenza di Gilera, vende e vende bene. C’è stato un progetto di rilancio. Gilera faceva frullatori già da un decennio. Poi piaggio ha pensato bene di affondare anche Aprilia.

    Il paragone potrebbe esistere con Lancia , marchio da un grande passato ridotto a fare Y. Comunque bel articolo. Ti seguo volentieri.

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  2. ridersonline ha detto:

    Grazie!

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