Pirro che paura al Mugello!

Quel lungo rettilineo da record è una droga. Sto parlando del Mugello, ultimo tra i circuiti vecchio stile, che conserva un fascino senza fine, nel mondo intero.

Una pista sinuosa, speciale e con quell’allungo micidiale da oltre 345 km/h che fa venire i brividi solo a pensarci. Su quel serpente non proprio dritto e piano, però, vedere un incidente su quel punto è relativamente difficile.

Ricordo Marquez nel 2015, due graffi. Ricordo la paura per Shin’ya Nakano nel 2004, che a palla e in carena, senza preavviso, zompa per aria per colpa di un pneumatico posteriore difettoso sulla sua Kawasaki.

Poi ci sarà da ricordare Michele Pirro. Le FP2 del GP d’Italia le ricorderà anche lui in effetti. Per sempre. Come lui stesso ha scritto in questo venerdì ha giocato un jolly importante, di quelli che se sei uno normale ti fanno chiudere bottega. Non sarà questo il caso. Michele è uno di quelli che vuole la pista, è bravo e la sua bravura riconosciuta da Ducati che lo ha eletto collaudatore della moto più preziosa da lei concepita e costruita, la Desmosedici. Non si arrenderà, ne sono sicuro, e tornerà in pista presto. (forse avrebbe voluto correre anche domani e in gara, pare)

Le immagini della caduta, beh quelle sono da pelle d’oca. Davvero. Quella Desmosedici che arriva vicino a Iannone, il quale incredulo assiste al saltare in aria del collega, l’abruzzese  quasi ha la voglia di andare a dare una mano per quanto violento è stato l’impatto con il terreno di Michele.

Poi sui social compare la foto di Otto Moretti, un occhio esperto e preparato che per esperienza sa dove posizionarsi per fare quel serbatoio di foto che sicuramente nel week end gli torneranno utili nel suo lavoro. Otto è alla fine del rettilineo, all’interno. Sente uno stridio di gomme sull’asfalto mentre nel mirino ha Michele Pirro e l’istinto gli dice di tenere il dito sul pulsante di scatto. Otto ha la sequenza ma la foto che decide di condividere è spettacolare, perché ferma in un attimo uno dei rotoloni di Pirro ed evidenzia alcuni particolari.

Credit: Otto Moretti

La prima cosa che balza agli occhi sono i guanti, in aria. Poi ci sono tre finanzieri atterriti dalla scena e Michele Pirro, privo di conoscenza che, inerme, subisce gli effetti della gravità e dell’accelerazione. Ora, se i guanti sono ben visibili, non al loro posto, c’è chi ha ipotizzato che al momento della caduta ai 270 km/h, il pilota italiano non indossasse l’airbag.

Non sono io che lo dico, potete leggere la cosa qui . Il sito motorsport spagnolo punta direttamente il dito verso il produttore della tuta e sul pilota che non aveva indossato quella con all’interno l’airbag. Spero che si tratti di sensazionalismo, per due motivi. Il primo: l’airbag nella tuta è obbligatorio nelle tre classi del mondiale dal 2018 anche per le wild card. Il secondo riguarda la sensazione di poco controllo che questa cosa emana. Possibile che nessuno verifichi che i piloti siano effettivamente dotati della tuta con l’airbag quando salgono in moto e non solo quando vanno a fare le verifiche pre evento? Speriamo che le cose non stiano così come descritto dal sito spagnolo. Speriamo che la prossima volta anche i guanti rimangano dove devono essere, ovvero a proteggere le mani…

Michele, bello vederti anche se su un letto di ospedale. Ci hai fatto spaventare, davvero.

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