La Superbike con le ali, la MotoGP no

Le ali, escono dal portone, rientrano dalla finestra.  Nelle ultime stagioni di MotoGP abbiamo assistito alla pantomima delle ali, prima bandite, poi smussate, infine accettate sotto forma di archi chiusi, ellissi improbabili, e ora diffuse in maniera “integrata” alle carene.

Poi succede una cosa, la Ducati presenta la sua nuova arma per la Superbike, la Panigale V4 1000. Già questo basterebbe a fare notizia, ma aggiungiamo i 234 Cv in versione racing per rendere la polpa ancora più succosa. Ma non basta. La moto, rossa e sexy, ha qualcosa di inatteso, due belle alette ai lati.

Vado a cercare il regolamento della Superbike. Quelli della Ducati sono proprio in gamba, mi dico, perché è chi è in grado di leggere meglio le regole che riesce a fare una moto competitiva. Ebbene il regolamento SBK parla di larghezza della carena omologata di serie e basta. Non si fa menzione alle ali o altre protuberanze che possano essere considerate al di fuori della carena. Scacco matto, al regolamento.

La Ducati, quindi, si presenta come la prima a schierarsi con le ali nelle derivate di serie, sì perché la RSV4 che è stata presentata qualche giorno prima della V4 di Borgo Panigale da Aprilia è 1100 e non omologata per le corse derivate di serie. Il marchio di Noale, che quasi certamente non troveremo al via della stagione 2019, è arrivata prima nelle presentazioni prodotto, ma non vedrà le sue “ali” correre contro quelle della Ducati.

Dopo la Panigale V4R, aspettiamoci altri aggiornamenti aeronautici strada facendo, verso la diffusione o l’eliminazione. Sì perché se è vero che oggi le ali di Ducati sono “legali”, si potrebbe comunque impegnare il regolamento, considerando carena tutto al di fuori di protuberanze sporgenti. La vaghezza del regolamento, in questo momento, sul tema aerodinamico, testimonia la sua inadeguatezza. Il legislatore della Superbike, che poi è lo stesso della MotoGP (la Dorna), non si è preoccupato dell’evoluzione dell’aerodinamica delle moto di serie, preferendo una lotta a muso duro contro lo strapotere di Jonathan Rea, che ha perso 4 volte fino ad ora. 

Per ora le ali sì, quindi, ma aspettiamo che tutti i costruttori, che hanno già omologato le loro carene senza le ali si sveglino, per capire se le vedremo effettivamente in pista.

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