#pendolaires Prima parte del diario di un motociclista emigrante

Mi trovo, per cause di lavoro familiari, in Argentina già da qualche giorno. Non avevo avuto un buon approccio con questo Paese del sud america, colpa di paio trasferte a Termas de Rio Hondo per la MotoGP, non troppo fortunate.

La fortuna, in questo caso, è quella di essere arrivato in piena estate. Buenos Aires è in fiore, esplode di colori, pullula di gente. In effetti è la città più grande dell’Argentina e si estende per oltre 200 km2, dall’aereo una distesa di case che non finisce mai. Si tratta di una vera e propria megalopoli, con tutti i contrasti sociali che caratterizzano questa parte di mondo. I servizi pubblici funzionano abbastanza bene, ma molti “portenos” preferiscono muoversi in moto.

Le due ruote sono decisamente a buon mercato, a patto di comprare qualcosa che sia stato almeno assemblato in Argentina o nel Mercosur, tutto il resto è inavvicinabile. Non è dunque così raro, imbattersi in nuvole di motorette per lo più da 125/150/200/250/400 cc. Si tratta di modelli mai visti da noi, che hanno prezzi dai 600 a 1600 euro.  Non molto in effetti, ma si tratta per lo più di prodotti ibridi argentino-cinesi o argentino-indiani. Chiaramente sono presenti anche i costruttori giapponesi. Honda, Yamaha e Suzuki hanno modelli specifici per questa parte del mondo e anche loro si sono adattate alle bizzarre leggi locali, creando le loro fabbriche di assemblaggio nel Mercosur, per farvi un’idea, date un’occhio al video qui sotto.

Chiaramente, per noi europei, queste moto di piccola cilindrata e di piccole dimensioni sono simpatiche e spompate, al massimo hanno 20cv, per arrivare in alcuni esemplari da 400cc a 35cv. Nei primi giorni della mia permanenza, mi sono andato a spulciare l’ebay di queste parti che si chiama mercatolibre.com.ar, ecco la sorpresa; le moto “normali”, europee, grandi, con cilindrate da 650 in su ci sono ma non  si comprano in pesos argentini, bensì in dollari.

Va a finire che vecchie glorie del motociclismo come una BMW R 1150 GS che da noi forse si avvicinerebbe ai 3 mila euro, qui costa (usatissima) dagli 11 ai 14 mila dollari (vedi annunci qui). Preso da un primo istinto commerciale ho pensato che sarebbe stato facile mettere su un business di moto usate da portare in Argentina, ma l’idea è stata spenta come un cerino sotto la pioggia. In questa parte del mondo la burocrazia è asfissiante e non sempre chiara (per essere buoni), così che questo tipo di attività risulti difficilissima da fare, se non impossibile.

Quello che romanticamente mi piace molto è il fatto di vedere in giro molte moto Gilera, cosa ormai impossibile in Italia. Da queste parti il marchio sembra non fare parte del Gruppo Piaggio, che come sappiamo da anni controlla la casa dei due anelli. Pare che il Conte Giovanni Gilera cedette i diritti di sfruttamento del marchio in Argentina a una società terza, un accordo talmente ben fatto che la stessa Piaggio negli anni non è mai riuscita a riprenderne il controllo, così che qui c’è una intera gamma di moto con il glorioso marchio portato alla vittoria l’ultima volta da Marco Simoncelli nel 2008.

Non vi nascondo la mia volontà di avventurarmi anche io alla scoperta di questa terra immensa. Per ora mi mancano i documenti per poterlo fare. Acquistare una moto è impossibile senza il DNI, il documento unico di identità e la patente argentina. Vi dicevo della burocrazia… ebbene, sappiate che nonostante l’aiuto di una agenzia specializzata in pratiche, ho impiegato solo sette ore per avere un documento provvisorio di identità. Quando arriverà il definitivo, potrò fare la patente.

Per ora sto raccogliendo info sul come viaggiare in moto in Argentina. La prima questione da risolvere è quella della sicurezza. Non tutti sono ospitali e amichevoli infatti e in una terra dai contrasti sociali molto marcati, è importante non infilarsi nei posti sbagliati. La soluzione migliore è quella del gruppo organizzato, di opzioni ce ne sono… per ora mi devo limitare alla pianificazione in attesa dei documenti che ancora mi mancano.

Se avete dritte su viaggi in moto in Argentina, lasciate un commento qui sotto. Grazie! 

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