#pendolaires La questione ambientale – per ora – non preoccupa gli argentini

Sono in Argentina da poco, mi sto guardando attorno, facendo anche dei confronti con le realtà italiane, che conosco bene. Continuo a leggere sui media nazionali italici della questione inquinamento. Una tematica importante, da non prendere sotto gamba.

Leggo anche dell’annuncio dei prezzi della nuova Harley elettrica, 34 mila euro (!). Bell’oggetto, visto nel lontano 2015 nei test invernali della MotoGP in Malesia in versione prototipo, che veniva fatto provare a selezionatissimi clienti. Leggo che Energica sta facendo nuovi accordi commerciali nel nord america, vedo che la tecnologia delle batterie e della ricarica sta migliorando. Ma la domanda, a oltre 12 mila km da casa che mi sono fatto dunque è la seguente: agli argentini sta a cuore la questione ambientale?

La risposta può sembrare assurda: no, non interessa, per ora. Almeno nelle moto non c’è questa urgenza di avere classi di emissioni paragonabili alle nostre “euro4” o “euro5 ready”. Come vi anticipavo nella prima parte del mio diario, le moto che sono in vendita qui, hanno quasi tutte un motore cinese o indiano. La stragrande maggioranza sono moto da pochi soldi, ma robuste e con basse pretese di benzina. E indovinate, quasi tutte, con il carburatore.

Solo le moto straniere al 100% (BMW, Ducati, KTM, qualche Honda, Yamaha e Suzuki, ma c’è anche l’ultima nata della BAJAJ, la Dominar che ha il motore 400cc derivato dal 390 ktm) hanno l’iniezione elettronica. Per i vlogger locali, pensate, andare in montagna – e qui quando si sale, si fa facile a raggiungere i 3000 metri), provare una moto con l’iniezione è un’emozione per la fluidità di comportamento del motore.

A capodanno parlavo dei nostri problemi ambientali con Pepe, che ho conosciuto a La Paz (circa 600 km da Buenos Aires), io gli spiegavo cosa succede in pianura padana, a Milano, a Torino, a Roma, lui mi ascoltava in attesa della domanda: “Ma voi?”. La sua risposta è stata illuminante: “Noi non viviamo in aree ristrette come voi, qui abbiamo spazio, tra una città e l’altra ci possono essere facilmente 1000 km. Poi abbiamo paesi piccoli, rurali, dove c’è poca gente e povera. Per adesso, queste cose non entrano così in profondità nelle nostre vite come da voi”.

Questo discorso mi ha un po’ smontato le certezze. In Europa ci avviamo a passi da gigante verso l’elettrificazione dura e pura, combattendo quell’impunito del diesel, imponendo il down sizing alle nostre cubature, complicandoci la vita con mezzi sempre più complicati, mentre in un Paese che è quasi grande come tutto il vecchio continente, queste “urgenze” non sono calcolate.

Attenzione a indicare gli argentini come un popolo poco attento all’ambiente. A Buenos Aires, nonostante la presenza dei cassonetti, non c’è una carta per terra… Solo che le proprietà di questo Paese, in perenne crisi economica, sono altre e diverse dall’ecologismo religioso che stiamo vivendo a casa nostra. 

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