#pendolaires, Motochorros, i banditi in moto del Sud America

Sono una vera e propria piaga. Impazzano quasi indisturbati e sono il terrore di tutti a Buenos Aires e in sud america in generale. Sono i Motochorros, spietati rapinatori in moto, che adocchiano la loro preda e con tattiche diverse e adattive, mettono a segno il loro colpo.

Questi delinquenti non sono come i nostri scippatori, questi personaggi sono peggio, molto peggio, sparano e non hanno alcuna paura a farlo contro una persona indifesa.

Intanto vi traduco la parola Motochorro: deriva dall’unione di due parole, la prima è moto, la seconda è chorro ovvero ladro. Si tratta di malviventi che non hanno nulla da perdere, in grado di provocare gravi lesioni al derubato/a, quando non si sfocia nell’omicidio.

Sin dai primi giorni in Argentina ero colpito dai tanti posti di blocco, quasi tutti con il solo fine di fermare le moto. Mi domandavo come mai questo accanimento contro chi usa la moto per andare a lavoro, poi ho capito. Da qualche tempo a questa parte è in atto una guerra contro i Motochorros. Il problema è che questi criminali agiscono furtivamente, velocemente e con una efficacia bestiale.

Le tattiche usate sono diverse, ma un paio ve le posso raccontare. La prima prevede un personaggio che avvista una preda, un turista con il cellulare in mano o una persona che fa la fila al bancomat e la segue, poi avverte con un messaggio il complice in moto che si apposta nelle immediate vicinanze, appena in posizione per la fuga, quello a piedi allora fa la sua mossa strappando dalle mani del malcapitato i soldi o il cellulare, per scappare sulla moto una frazione di secondi dopo. La seconda tattica è un po’ più cruenta, i due in moto si avvicinano a un auto nel traffico e se vedono una borsa nell’abitacolo, con il calcio della pistola rompono il finestrino per rubare. La pistola purtroppo è una costante che spesso è più di una minaccia, ma è effettivamente utilizzata sulle vittime del furto.

Sempre più spesso le vittime si stanno ribellando ai Motochorros, ma spesso ne pagano le conseguenze a caro prezzo. L’ultimo episodio, andato a buon fine è quello di un ciclista che ha reagito allo scippo del suo zaino, inseguendo il ladro e attaccandosi al collo dello stesso rischiando una pallottola da un altro ladro, se volete leggere la storia vi metto qui il link .

Purtroppo i Motochorros fanno decine di morti all’anno, e sono una vera e propria piaga delle grandi città del sud america. Tempo fa un viaggiatore canadese, Alex Hennesy è riuscito a filmare il tentativo di furto del suo zaino da parte di un Motochorro decisamente coraggioso. Il filmato ha fatto oltre 12 milioni di visualizzazioni. Il ladro ha puntato la borsa del canadese, ma i due non si sono capiti. Il giovane nord americano era in bici in un gruppo turistico organizzato per le strade di Buenos Aires, nella zona del quartiere Boca. Qui sotto, così per farvi un’idea il video di Alex…

Insomma, se siete in una grande città del sud america, soprattutto se venite a Buenos Aires, attenzione. Non tirate fuori il cellulare per fare video chiamate o se lo fate, attenti alle spalle, non fate vedere il portafogli (non tiratelo fuori dalle tasche in strada) e soprattutto, mettete lo zaino con la borsa sul davanti, non invoglierete i ladri.

I Motochorros stanno avvelenando l’immagine dei motociclisti, a Buenos Aires la polizia ferma quasi sempre solo le moto e a ragione. Questi ladri sono recidivi, spesso minorenni e non perseguibili e sfuggevoli. Una piaga anche per chi va o prova ad andare in moto in pace. Spesso la coppia di rapinatori, pistola alla mano, rubano “al volo” le moto (di solito di grossa cilindrata straniere), lasciando il derubato a piedi.

La Polizia sta facendo grandi sforzi per catturare i Motochorros, oltre i posti di blocco. A volte iniziano degli inseguimenti molto pericolosi, per i ladri che vengono (giustamente) speronati dalle volanti e per i passanti. I chorros sparano per difendersi e può capitare che qualcuno venga colpito. Quindi se vanite da queste parti, oltre agli occhi, tenete aperte le orecchie.

Le zone di attacco dei Motochorros sono diverse, ultimamente i ladri pattugliano molto anche il centro di Buenos Aires, in modo organizzato. Nonostante si muovano in coppie su una moto, questi banditi agiscono in gruppo. E’ stato riportato l’assalto a un rappresentate, con tre moto che inseguivano la sua auto in pieno centro città. Queste sono delle realtà, che non avevo mai incontrato in Italia. I nostri delinquenti di solito non sfociano in violenza così barbara…

Questo il brutto di queste parti con le moto, il bello è la presenza di motociclisti veri che tutti i giorni usano due ruote per andare a lavorare, fare consegne, spostarsi nella città di Buenos Aires.

Colgo l’occasione di questo pezzo da quaggiù, per segnalarvi la citazione sul numero di Motosprint in edicola a questo diario, da parte del mio amico e collega Marco Masetti. Grazie Marco!!!

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