Arrivano gli ADAS sulle moto, rimarrà il piacere di guidare?

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Secondo un interessante articolo del sito industriaitaliana.it, Bosch fornirà a partire dal 2021 i sensori e i sistemi per consentire a Kawasaki di installare sulle proprie moto alcuni ADAS.

Gli “Advanced Driver Assistance Systems” sono quei sistemi elettronici che supportano il guidatore di un veicolo in situazioni di pericolo o emergenza, con lo scopo di prevenire o limitare le possibilità di un incidente, quegli elementi che sulle auto stanno diventando normali e tra poco obbligatori (dal 2022 lo saranno per la maggior parte). Qualcuno sta studiando qualcosa del genere per le moto, soprattutto si parlava di installare l’AEBS, ovvero la frenata automatica di emergenza attiva, sulle due ruote, poi c’è BMW che secondo me ha creato un vero e proprio mostro con la sua R1200GS autonoma che vi metto qui sotto in video. Mostro nel senso che la paragono a una sorta di Frankenstein, orribile, inguardabile, antitetica al mio concetto di moto e della sua fruizione.

Per quanto riguarda Kawasaki, invece, Bosch fornirà: ACC, ovvero l’Adaptive Cruise Control regola la velocità del motociclo in base al flusso del traffico e mantiene la distanza di sicurezza necessaria, per prevenire efficacemente i tamponamenti causati da una distanza di sicurezza insufficiente; poi il Forward Collision Warning il sistema che se rileva la presenza di un altro veicolo pericolosamente vicino e il motociclista non reagisce alla situazione, lo allerta con un segnale sonoro o visivo; e infine il Blind Spot Detection, sistema che copre l’intero campo visivo intorno alla moto per aiutare i motociclisti a cambiare corsia in modo sicuro, un sensore radar funge da occhio elettronico del sistema di riconoscimento del punto cieco, quindi ogni volta che un veicolo entra nel punto cieco del motociclista, la tecnologia lo avvisa tramite un segnale visivo, per esempio nello specchietto retrovisore.

Un po’ tutti i costruttori stanno facendo test sui sistemi ADAS sulle moto, anche Ducati, “beccata” da giornale inglese MCN. Questa tendenza è giustificata dalle direttive europee che vorrebbero disegnare una strada per arrivare ad avere 0 incidenti stradali (e nessun decesso sulla strada) entro il 2050. Il fatto è che le tecnologie sviluppate per le auto non vanno bene al 100% per le moto. La mancanza di due ruote e il fatto di essere veicoli “instabili” per natura, rende il lavoro di adattamento e lo sviluppo specifico di queste tecnologie lungo. Ma non impossibile, anzi! Da più parti, infatti, si inizia a parlare di MADAS (Motorcycle Advanced Driver Assistance Systems), per identificare i sistemi che andranno specificamente a bordo delle moto.

La tecnologia, se usata bene, è un toccasana per la sicurezza stradale. Del resto anche noi motociclisti, da quando abbiamo l’ABS, su strada, non possiamo più farne a meno. In questi anni si stanno diffondendo i sistemi airbag personali, l’evoluzione delle protezioni nelle giacche e le composizioni dei materiali nei caschi stanno facendo la differenza nelle cadute. Tendenzialmente sono favorevole a tutto questo, anzi, nonostante abbia una moto d’epoca, mi muovo tutti i giorni con una moto con abs e indosso una giacca con tutte le protezioni, paraschiena compreso.

Il dubbio però mi viene. La domanda che mi ronza in tesa riguarda il piacere di guida della moto nel momento questa sarà equipaggiata con gli ADAS di cui sopra. Comunque la si veda, questi sistemi sono utili ma non infallibili. Anche nelle auto dotate di ADAS possono accadere “falsi positivi”, come quando il radar “vede” un ostacolo, quando si sta facendo una curva, che poi in effetti è magari un guardrail troppo vicino.

Gli ADAS sono la vera prossima frontiera per le moto, che dovranno adattarsi al loro funzionamento, magari cambiando anche un pò fisionomia, la domanda che mi sto facendo – e vorrei fare a persone appassionate come me – è ci adatteremo anche noi a questa rivoluzione (velocemente) in arrivo?

Fatemi sapere come la pensate.

 

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