#pendolaires, Sulla Ruta 40 con due nuovi compagni di viaggio

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Solo ai motociclisti succedono certe cose. Le auto portano indifferenza, quando sei dentro il tuo abitacolo, comodo, dai finestrini quello che succede fuori, ti interessa il giusto. In moto no. L’attitudine a salutarci tra di noi denota una solidarietà vera, come quella che ho sperimentato io stesso.

Partito da Malargue verso sud, sapevo che mi sarei imbattuto nei 90 km peggiori della mia vita. Quasi 100 km di sterrato, perché la Ruta 40, come è successo all’epoca per la nostra Salerno-Reggio, è in perenne mantenimento, e sugli oltre 5000 km che la compongono, ce ne sono quei quasi cento da incubo. Il fondo è terra, sassi, terra sassi e sabbia, solo sabbia… un incubo per una moto che è dichiarata come sport tourer con i cerchi da 17 pollici. Me l’aspettavo che questo momento sarebbe arrivato e per questo mi ero dotato di gomme trail, ma i cerchi, quelli sono.

Intanto, prima di arrivare, la mitica ventosa GoPro che non mi ha mai tradito, ha deciso di farlo su un tornante. Risultato, una camerina finisce sotto le mie ruote, spaccandosi. No problem. Una volta arrivato sullo sterrato, però ho iniziato a sudare freddo nonostante gli oltre 30 gradi ambientali. Dopo un paio di km trovo un motociclista fermo, ha una Yamaha XTZ 250, mi fermo anche io e gli chiedo come va. Lui è Jorge, mi srisponde che si era fermato per sgonfiare un po’ le gomme e mi ha invitato a farlo. Vero, mi ricordo, avevo previsto anche questo, ho anche comprato un compressore a batteria!!! Mi fermo e lo faccio, sgonfio un po’ le mie gomme, nel frattempo Jorge mi dice che sta viaggiando con un altro amico e che se ho bisogno basta dirlo.  Lo ringrazio e Jorge parte a razzo. Il ripio è stato un parto, ho dovuto lottare con la mia voglia di frenare e di chiudere il gas sulla sabbia e sulla ghiaia. Nel fratttempo Jorge e Lucho (così si chiama l’altro angelo custode), mi aspettavano pazientemente per vedere se arrivavo, pronti a rifare la strada per cercarmi. Alla fine, con loro nei paraggi, sono riuscito a passare indenne uno dei tratti più impegnativi della Ruta 40. Merito loro in primis e poi della leggerezza della Zontes, che ha viaggiato senza perdere pezzi in una condizione non certo ideale per lei.

Con Lucho (e la sua Honda XR250) e Jorge ho viaggiato per due giorni, fino ad arrivare nella zona più vip delle ande argentine, quella di Villa Langostura e di San Carlos de Bariloche. Queste sono le località super top per il turismo invernale argentino, paragonabili a Cortina e a La Thuile come vippismo. Tra queste due località, la Ruta 40 diventa la Ruta de los siete lagos, passando accanto a laghi incastonati (finalmente) tra montagne piene di conifere e foreste. Uno spettacolo degno di una ambientazione di un film americano. Dopo ogni curva, una sorpresa, un fiordo, un approdo, uno specchio di acqua limpidissima. Di certo un paesaggio completamente diverso rispetto a quanto visto negli 800 km precedenti.

Uno spettacolo fantastico che ho potuto dividere con due eccellenti compagni di viaggio. Grazie Lucho e Jorge!

 

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