Con Rossi fuori dalla MotoGP servirà una nuova bandiera

Una Valencia tutta per lui. Celebrazioni, e ci mancherebbe altro, lui che la storia l’ha scritta dal 1997 al 2009 a suon di mondiali vinti e fino ad oggi per emozioni al suo popolo.

Valentino Rossi è a un passo da diventare un “civile”. Un motociclista leggendario, uno di quelli che hanno dato a questo sport meritandosi il titolo di “leggenda” della MotoGP.

Di questo ultimo week end dispiace solo che non sia in Italia. La sfilata delle moto di Valentino è uno spettacolo fantastico, che ho avuto il piacere di vedere dal vivo in giro per il mondo. L’Aprilia 125 con cui vinse il primo mondiale, quella vera, l’ultima volta l’ho vista dentro lo studio del suo ex team manager, Giampiero Sacchi. Le altre Aprilia le ho incontrare più volte al reparto corse di Noale, ammirandole ogni volta come si guardano le opere d’arte nello studio dell’artista. Le Honda, dalla 500 alle MotoGP sono andato a trovarle più volte a Motegi, nel museo della Casa con l’ala in Giappone. Le Yamaha le ho conosciute di persona, dalla magica M1 del 2004 che mi lasciò a bocca aperta nel mio primo GP da addetto ai lavori in Sud Africa a Welkom, fino all’ultima iridata del 2009 in Malesia. Insomma, Rossi è un generatore di ricordi per tutti i fan, ma non solo per loro.

Se vuoi vedere il video ufficiale sulle moto di Rossi CLICCA QUI

I colleghi di MotoGP.com hanno chiesto a Valentino come sia stato vedere le sue moto iridate tutte insieme e questa è stata la sua risposta:
“Ho le moto a casa tranne le Honda, ho le Aprilia e le Yamaha, le Yamaha sono a casa mia. Il modello del 2004 è nella mia camera da letto. Ogni mattina quello che mi sveglio la vedo, ma tutte insieme è una grande emozione, è stata una lunga strada se guardi la prima ti rendi conto che è passato davvero tanto tempo e se consideri che dopo l’ultima ci sono stati altri dieci anni… sì, è una grande emozione”.

Valentino Rossi a Valencia con le sue moto iridate – Foto: Motogp.com

Rossi ha dato tanto in pista e tanto fuori dalla pista. Nessuno sa comunicare bene come lui, tanto bene per inciso da meritarsi una laurea honoris causa a Urbino in Scienze della Comunicazione (ecco perché The Doctor). A ogni intervista un messaggio, per gli avversari, per il team, per i giornalisti. In questo senso il periodo più rassegnato per Rossi è stato quello degli anni in Ducati, uno strazio per il pesarese che passava il suo tempo a ripetere a Filippo Preziosi che “va bene avere un gran motore, ma se i giapponesi il telaio sulle moto le usano ci sarà un perché”.

Alla fine ha avuto ragione lui, la Ducati non ha ancora vinto un mondiale piloti da Stoner, ma il telaio ora lo usano anche a Borgo Panigale e la Desmosedici è una moto sempre veloce ma molto più guidabile di allora.

Ora però è tempo di fare spazio alle nuove generazioni e Rossi sembra essere tranquillo, basta non parlargli di pensione.

“Dall’Austria quando l’ho detto, che mi sarei ritirato, ho ricevuto molti messaggi e supporto da tutti gli altri piloti, quelli di ora e quelli del passato. È stato fantastico. Nella mia testa ho sempre immaginato questo momento, questa ultima conferenza stampa qui a Valencia, un posto speciale e non speciale allo stesso tempo. È strano, una sensazione strana ma cercherò di comportarmi normalmente perché normalmente Valencia è un buon momento per tutti , vuol dire che le vacanze iniziano dopo una lunga stagione, e tutti sono pronti a stare un po’ a casa. Ma ora penso che da lunedì sarà diverso. Inizierà un’altra vita. Ho cercato di non pensare molto a questo. A proposito, continuerò anche a correre, con le auto come pilota. Questo week end cercherò di godermelo perché di sicuro la vita quando non sei più un pilota della MotoGP sarà diversa”.

Rossi lascerà il paddock per non fare i test come al solito nei giorni successivi alla gara, quest’anno saranno a Jerez e sarà diverso per tutti. Ma in pista dovrebbero esserci ancora i suoi ragazzi con il Team che porta il suo nome, con due Ducati. Dovrebbero perché la storia del Team VR46 in MotoGP nella prossima stagione è tutta da scrivere. E da come sono andate le cose con principi fasulli, faccendieri poco credibili e fandonie propinate fino a qui, non è detto che in Andalucia possa debuttare la squadra con Luca Marini e Marco Bezzecchi.

Valentino però in quei giorni sarà lontano, a Tavullia, in attesa che arrivi la sua prima figlia, intento a selezionare le proposte per correre su quattro ruote che stanno aspettando una risposta da qualche tempo.

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